Italian English

Rif : Palazzo P

Palazzo Piermarini a Foligno. Residenze e Uffici in Via Gramsci

Prezzo: Trattativa Riservata

Dettagli :

Condizioni Ristrutturato e riconsolidato sismicamente
Superficie 60 m²
Camere 2
Bagni 1

Indirizzo :

Via Gramsci
06034 Foligno

Area : Centro Storico

DESCRIZIONE IMMOBILE
Lungo via A.Gramsci, l’antica via della Salara, si affaccia il Palazzo Piermarini, un grande complesso edilizio caratterizzato da una imponente facciata neoclassica che chiude, come una quinta, una serie di edifici più antichi.
In età medievale questa zona del rione Ammanniti era al limite del perimetro occidentale della città, lungo uno dei percorsi privilegiati, caratterizzato da una serie di abitazioni private, con fondaci di carattere mercantile, che davano il nome alla strada, denominata in quell’epoca Via dei Mercanti. Palazzo Piermarini si estende su un’ampia area che era stata occupata dalle case, che la tradizione vuole essere state della famiglia Vitelleschi e, successivamente, alla fine del secolo XIV, proprietà della famiglia Trinci.
Nel 1439, dopo la cacciata dei Trinci, il card Giovanni Vitelleschi recuperò queste antiche dimore, che erano state sottratte con violenza alla sua famiglia, come ricorda una singolare memoria sistemata nel vicino Palazzo Vitelleschi e, per molti secoli, esponenti di questa famiglia vi hanno abitato.
Delle strutture più antiche si osservano vari resti in più parti del complesso in particolare nell’ingresso, con un muro realizzato in grandi blocchi di materiale travertinoso, provenienti da costruzioni di età romana e sistemati come base di una grande struttura organizzata al centro dell’attuale complesso.
Nelle vicinanze si conserva l’antica cappella dedicata a S. Maria Maddalena, con tracce della decorazione pittorica, realizzata da un maestro della fine del secolo XIV fortemente permeato della cultura figurativa fiorentina. Una realizzazione questa di grande importanza che, con molta probabilità, potrebbe essere stata commissionata e voluta da Trincia Trinci ( † 1377 ), esponente di spicco della casata che esercitò vari incarichi politici e che abitò appunto in queste case, in sotietate Admanitorum.
Sono noti i contatti di Trincia con importanti personalità di quel tempo come il Duca di Mantova, il cardinale Egidio d’Albornoz e S. Caterina da Siena, quest’ultima gli indirizzò anche alcune lettere. Nel 1371, a motivo del prestigio che aveva maturato, venne concessa a Trincia e al fratello Corrado la cittadinanza di Firenze.
Nei secoli successivi, dopo il recupero di quest’area, i Vitelleschi intervennero con vari operazioni adeguando le vecchie strutture alle nuove esigenze, come lascia riconoscere un disegno che presenta i prospetti che si affacciano su via della Salara, caratterizzati da vari interventi edilizi. Venne però conservata l’antica Cappella della Maddalena, aperta al culto per un lungo arco di tempo quale Oratorio privato della famiglia Vitelleschi, come lasciano riconoscere gli accenni nelle Visite Pastorali di Foligno.
All’inizio del secolo XVI una parte del complesso, quello dove si apre l’Oratorio, venne assegnato ad Achille Vitelleschi ( m. 1527) e la sua discendenza vi ha abitato fino alla metà del sec. XVIII; l’ultimo Vitelleschi che vi ha dimorato è stato Carlo.
Dopo la sua morte, subentrarono quali eredi la marchesa Margherita Vitelleschi Fonseca e la contessa Costanza Cantagalli che nel 1775 hanno venduto il palazzo a Vincenzo e Ludovico, figli di Gregorio Piermarini. La parentela con il celebre architetto folignate Giuseppe Piermarini (1734-1808), risulterebbe, tutt’al più, solamente collaterale.
I due fratelli Piermarini in quegli anni avevano raggiunto un importante ruolo nell’ambito della società locale: Vincenzo (1735 – 1809) era un affermato avvocato con importanti clienti anche a Roma e in varie parti d’Italia, mentre Ludovico (1741 – 1821) era imprenditore e dal 1790 partecipava anche alla vita politica locale in qualità di Priore del Terziere di Mezzo.
Rimangono numerosi documenti che attestano la proprietà di una importante fabbrica di cera appartenuta alla Famiglia Piermarini in contrada Topinello nelle vicinanze dell’ex-convento dei padri Girolamini, dove, grazie alla donazione di Gregorio Onori-Piermarini, nipote di Vincenzo e Ludovico, verrà costruito nel 1859 il nuovo ospedale San Giovanni Battista.
Dopo l’acquisizione delle vecchie case Vitelleschi, i fratelli Vincenzo e Ludovico Piermarini diedero inizio al riordino di parte del complesso e probabilmente provvidero alla costruzione di un nuovo corpo di fabbrica che si affaccia, ad ovest, verso l’interno.
Gli interni del nuovo palazzo vennero poi decorati con un sontuoso apparato pittorico, in particolare nelle sale del primo piano dove ben evidenti sono gli intenti di celebrare il ruolo che i Piermarini avevano raggiunto.
Al centro del soffitto di una sala troneggia l’immagine della Giustizia, con chiara allusione al lavoro di avvocato che Vincenzo svolgeva, in un’altra una personificazione femminile tiene in mano gli speroni, allusivi probabilmente all’onorificenza di cavaliere che Vincenzo o Ludovico dovevano aver raggiunto.
Il soffitto della sala maggiore è decorato con una fantastica architettura, sostenuta ai quattro angoli dalle insegne araldiche della famiglia, a sottolineare il ruolo che la famiglia aveva ormai raggiunto. I fratelli Piermarini scelsero quale loro erede Gregorio (1772 – 1844), figlio della sorella Beatrice e di Alessio Onori, il quale probabilmente già collaborava alla gestione dell’azienda familiare e che risiede, almeno già dal 1815, assieme alla moglie Teresa Dini, alla madre e alle sorelle, nel Palazzo di Vincenzo o Ludovico di via della Salara, o via Montogli come allora era denominata.
Dopo la morte degli zii, Gregorio Onori-Piermarini, quale proprietario dell’immobile, provvide a riorganizzare il Palazzo dandogli la forma che attualmente presenta.
Gli interventi si articolarono in due grandi iniziative che diedero forma e sistemazione al complesso edilizio, con la creazione della grande facciata monumentale, tesa a riunificare i vari corpi di fabbrica più antichi e la sistemazione a giardino dello spazio aperto interno. Operazione, quest’ultima, che poté essere effettuata grazie all’acquisizione di varie proprietà confinanti.
L’attuazione di questi provvedimenti non fu un fatto episodico e certamente venne messo in opera con un intervento piuttosto articolato e sono noti almeno due progetti di sistemazione della facciata, uno dei quali viene attribuito all’architetto Ireneo Aleandri (1795 –1885), ingegnere capo nel comune di Spoleto dal 1833 al 1857 e tra i progettisti della linea ferroviaria Roma-Ancona.
La realizzazione che tuttora si vede della grande facciata monumentale venne in parte modificata, in corso d’opera, fino ad assumere la veste che tuttora si vede.
Gli interni del vecchio Palazzo Trinci-Vitelleschi furono per gran parte modificati, ma si mantenne l’antico Oratorio dedicato a S. Maria Maddalena e, caso abbastanza singolare, fu rispettato anche l’originale apparato pittorico della fine del sec. XIV.
Particolare interesse mostra la decorazione dell’appartamento di Gregorio Onori-Piermarini e della moglie Teresa Dini ricco di paesaggi e di scene di genere che allusivamente aprono le pareti su vedute di campagne e spazi animati da una vivace e allegra presenza umana.
In un piccolo ambiente, probabilmente uno studiolo, il soffitto è decorato con il carro del Sole che domina lo scorrere del tempo. Sulle pareti, articolate in classiche partiture architettoniche, le personificazioni della pittura e dell’architettura contemplano tre paesaggi che certamente hanno avuto ruolo non secondario nella vita di Gregorio e di Teresa. Nella prima si vede il Monte Pale e le sottostanti cascate del Menotre; poi Villa Fidelia di Spello, dal 1822 proprietà di Gregorio; infine una veduta del versante sud-occidentale del lago Trasimeno, non lontano da Gioiella, in comune di Castiglione del Lago, luogo di origine di Teresa.
L’intervento operato da Gregorio Piermarini connota ancor oggi il Palazzo che non ha subito sostanziali modifiche se non quello di un lungo e secolare uso delle strutture.
Nel 1858, dopo la morte dei coniugi Piermarini le proprietà pervennero in eredità alla cugina Francesca Menicacci (nata nel 1796), che era figlia di Anna Maria Piermarini e moglie di Antonio Tani-Spenditori di Cannara.
La loro figlia Maria si legherà in matrimonio con il conte Filippo Valenti di Trevi e questa famiglia ha avuto in proprietà il complesso fino agli ultimi decenni del secolo XX.
Luigi Sensi

Note: Ampia possibilità di personalizzazione degli spazi interni. Tutti i locali saranno dotati di impianto di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria, autonomo.

 


Geolocalizzazione :

Vuoi altre informazioni?

Torna alla lista

Questo sito usa i cookie per gestire autenticazione, navigazione ed altre funzioni. Utilizzando il sito si accetta che questi tipi di cookie vengano posti sul proprio dispositivo.

Mostra l'informativa sulla privacy

I cookie sono stati rifiutati. Questa scelta può essere cambiata in un secondo momento.

Si è acconsentito a porre i cookie sul proprio dispositivo. Questa scelta può essere cambiata in un secondo momento.



Contatti

Contatti

Edilizia Settimi 80 S.r.l.

Via Aurelio Saffi, 31 - 06034 Foligno (PG)

Tel. +39 0742 67 05 29
Fax +39 0742 39 21 47
E-mail info@settimicasa.it

Richiedi informazioni

Richiedi informazioni

Nome
Cognome
E-mail
Richiesta
Privacy
Newsletter
Numero verde

Login